di Marzia Baldari
Che cos’è questa cosa che chiamiamo intelligenza artificiale?
Qualsiasi cosa sia, spoiler: non è (per ora) intelligente.
Si tratta di un software che imita la lingua umana eseguendo a ripetizione dei comandi infiocchettando testi da prima elementare.
Non elabora alcun contenuto originale insomma
Quando gli fai una domanda il sistema comincia a scrivere una montagna di parole che ha immagazzinato ed estratto da 15 milioni di siti web: una cascata di lettere che vomita dove dentro c’è di tutto, tranne che la verità.
Se gli chiedi: “Scrivimi un pezzo sulla carne sintetica come lo scriverebbe la giornalista Selvaggia Lucarelli“, l’AI inizia a comporre velocissimamente un mappazzone corposo e tu sei lì, in attesa del testo, che sei gasatissimo.

Poi lo leggi.

E leggi un sacco di minchiate che la Lucarelli non direbbe mai.
Che cazzo, ChatGPT.
E io che pensavo di millantarmi.
Comunque.
Questa intelligenza che non è intelligente per niente, non è neppure un motore di ricerca ma solo un sistema che accosta parole, una dopo l’altra, sulla base di quella che
ritiene essere la più probabile successione di parole a fronte dei dati che ha immagazzinato.

La sua, quella del software, è un’attività di analisi e previsione che può essere utile a risolvere problemi matematici, a darti degli spunti argomentativi, ma non è creativo perché non c’è nessuna comprensione. Non c’è nessuna originalità. E’ un taglia e cuci che in fase di addestramento viene premiato quando produce risposte coerenti. Nulla è veramente affidabile, efficace, veritierio.
L’AI è un mitomane.
Anzi, è un asino.
Da addestrare?
Forse.
Intanto ha già fatto perdere il lavoro a diversi marketer e copywriter in America.
“Io non temo tanto la tecnologia, quanto l’ignoranza dei manager che, travolti dall’hype e sotto pressione per ridurre le spese, decidano di sostituire dei dipendenti senza aver valutato attentamente il loro valore rispetto ai benefici di un tool“. (Washington Post, 2 giugno 2023).

P.s.
Ho provato a chiedere a ChatGPT dei consigli per il titolo di questa newsletter.
Te li riporto.
“Follie digitali: l’intelligenza artificiale e la sua passione per le bugie!”
“Quando l’intelligenza artificiale diventa il Re delle bugie!”
“Scopri il superpotere dell’intelligenza artificiale: il mitomane del secolo!”
“Verità o menzogne? L’intelligenza artificiale ci svela il suo lato mitomane!”
“Il bluff digitale: l’intelligenza artificiale e la sua arte del mito!”
“Mitomania 2.0: l’intelligenza artificiale batte ogni record di fantasia!”
“L’intelligenza artificiale e il suo talento segreto: la bugia!”
“Menti artificialmente creative: quando l’intelligenza artificiale diventa un vero mitomane!”
“Il mondo delle favole digitali: l’intelligenza artificiale e il suo spirito di mito!”
Mi hanno fatto abbastanza cagare tutte.
L’immagine però mi è piaciuta.
Alla prossima!
Anzi nooo, aspetta un attimo!

Le 5 COSE CHE…sto leggendo, guardando, ascoltando, gustando e riflettendo.
Un elenco dei (miei) 5 sensi culturali. Sentiti liber* di lasciarti ispirare e inoltrarlo agli amici.
Sto Leggendo:

“Annalena” di Annalena Benini
«E se morissi oggi? Se morissi senza avere amato di più?».
Sto Guardando:

The Marvelous Mrs Maisel (5 stagione)
Sorprendente, irriverente, spiazzante.
Sto Ascoltando:

Ora Daria su Radio Capital
Purtroppo il programma di Daria Bignardi è terminato la scorsa settimana. Gli speaker vanno in vacanza. (E io come farò???). Comunque, potete recuperare le altre puntate in podcast. E’ un programma eccezionale.
Sto Gustando:
Bob Marley- Three Little Birds
Che ti mette sempre di buon umore.
Sto Riflettendo:
“Be regular and orderly in your life so that you may be violent and original in your work.”
— Gustave Flaubert
Alla prossima!

